Il cuore e la materia: Marisa e Mario Merz al MACRO

2.jpgAncora qualche giorno d’attesa e finalmente il MACRO, giorno 18 febbraio, aprirà le sue porte per l’attesissima mostra dedicata a Marisa e Mario Merz. La mostra, a cura di Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio e Federica Pirani e realizzata in collaborazione con la Fondazione Merz di Torino, sarà visitabile fino al 5 giugno 2016 e ripercorre le esperienze individuali e collettive di due tra i più grandi artisti del Novecento, celebrati a livello internazionale con premi e mostre personali.

Mario Merz (1925-2003) sin da giovane si servì dell’arte come strumento affilato e tagliente per esprimere il proprio impegno politico. Cominciò con uno stile astratto-espressionista ma abbandonò la pittura a metà degli anni sessanta per sperimentare con materiali diversi, come i tubi al neon, con cui perforava la superficie delle tele per infondere una carica di energia, oppure il ferro, la cera e la pietra, le cosiddette “pitture volumetriche”. Inizia così una stagione, quella dell’Arte Povera caratterizzata dall’uso di materiali umili (materiale vegetale, organico, minerale, nastri registrati, neon..) che nasce in opposizione all’”arte ricca” rappresentata, invece, dal successo commerciale della Pop Art, del Minimalismo e della Funk Art.

«Se la forma scompare la sua radice è eterna» così aveva scritto Mario Merz con un sottile tubo di neon, allo stesso modo, nei Numeri di Fibonacci c’è la scoperta di una matematica progressiva che sommando i numeri precedenti crea la visione dell’infinito. Questa progressione appare anche nelle spirali delle conchiglie, nella distribuzione delle foglie sugli alberi, è dunque un infinito concreto che trova la sua espansione nella continua capacità di rinascere.

Nel 1956 Mario sposò Marisa, visionaria scultrice – unica donna tra gli artisti dell’Arte Povera – sigillando così in eterno il loro sodalizio artistico. Il loro rapporto, durato oltre cinquantanni, ha permesso la nascita di alcune opere realizzate a quattro mani, alcune delle quali prossimamente visibili al MACRO, come una serie di tavoli di Mario Merz, che dialogano con sculture, teste o violini in cera di Marisa.1

I curatori della mostra hanno dedicato una particolare attenzione al legame che i due maestri hanno stretto con la Città Eterna, da sempre seduttrice infallibile degli artisti.
Ad esempio la spirale di Mario Merz, progettata per i Fori Imperiali nel 2003, sarà esposta su una parete del MACRO per la prima volta in quella posizione verticale per cui era stata inizialmente pensata dall’artista. Così come i diversi progetti realizzati da Marisa negli anni Sessanta – Settanta, come per le mostre personali presso la Galleria L’Attico di Sargentini e presso l’Aeroporto di Ciampino.

Attraverso una raccolta di sculture, pitture, fotografie, progetti, il visitatore resterà colpito non solo dall’estrema chiarezza comunicativa, prerogativa dell’Arte Povera, ma dalla capacità della coppia di lavorare insieme. Amalgamando bene la loro creatività, i Merz riuscirono a creare opere uniche e organiche, pur rimanendo ciascuno profondamente diverso dall’altro. Non è dunque questo l’amore?

Elena Li Causi per MIfacciodiCultura

Link diretto:http://www.artspecialday.com/9art/2016/02/07/il-cuore-e-la-materia-larte-di-marisa-e-mario-merz-al-macro/

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