Memorie tra stoffa marina e raggi di sole: la casa-museo di Pirandello a Roma

Il mio studio è tra i giardini. Cinque grandi finestre, tre da una parte e due dall’altra; quelle, più larghe, ad arco; queste, a usciale, sul lago di sole d’un magnifico terrazzo a mezzogiorno; e a tutt’e cinque, un palpito continuo di tende azzurre di seta. Ma l’aria dentro è verde per il riflesso degli alberi che vi sorgono davanti. Con la spalliera volta contro la finestra che sta nel mezzo è un gran divano di stoffa anch’essa verde ma chiara, marina; e tra tanto verde e tanto azzurro e tanta aria e tanta luce, abbandonarvisi, stavo per dire immergervisi, è veramente una delizia.

Così comincia la novella Visita, contenuta nella raccolta Novelle per un anno, così appare realmente, una volta entrati, il salone della Casa Museo Luigi Pirandello. Situata in via Antonio Bosio 13b/15 a Roma, essa è l’ultima dimora dello scrittore, sede dal 1961, anno del venticinquesimo anniversario della scomparsa, dell’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo. La casa, dono degli eredi allo Stato Italiano, è composta da un grande salone luminoso, di cui una parte del mobilio proviene da precedenti abitazioni, e da una camera da letto in stile razionale: vantare una collezione di circa 2.000 volumi appartenuti allo scrittore, oggetti d’uso, compresa la piccola macchina da scrivere e quattro dipinti del figlio Fausto Pirandello, celeberrimo esponente della “seconda stagione” della Scuola Romana. Inoltre, proprio in via Bosio, viene gelosamente custodito il Premio Nobel per la letteratura, ricevuto dall’Accademia di Svezia nel 1934 «per il suo audace e ingegnoso rilancio dell’arte drammatica e scenica».

2 (1)Lo Studio, oltre ad essere il luogo della scrittura e della riflessione era anche luogo di conversazione e ritrovo: non è difficile, avvolti da una tiepida luce filtrata dalle foglie, immaginare lo scrittore, drammaturgo e poeta di Girgenti circondato dai suoi più cari amici, Lucio d’Ambra, Silvio d’Amico, Eduardo De Filippo. Non è difficile immaginare il momento in cui Luigi, circondato da giornalisti e fotografi, alla notizia del conferimento del Nobel, curvo sulla sua macchina da scrivere, batte una sola ripetuta esclamazione: «Pagliacciate! Pagliacciate!», lui, inesorabile demistificatore.
In questo tempio della memoria tutto è rimasto fermo al 1936: i libri, collocati secondo l’ordine deciso dallo scrittore, le foto, comprese quelle con dedica di Marta Abba, i dipinti, gli effetti personali nei  cassetti, la divisa della Reale Accademia, persino il calendario, fermo a giorno 9 dicembre, si legge ancora un appunto: “Sempre a letto”. Su quello che avverrà il giorno successivo, rimangono testimonianza indimenticabile le parole di Corrado Alvaro:

Entrammo in quel suo studio, ed era pieno di gente, ma di gente agitata, in piedi, convulsa, curiosa, che fumava, si chiamava, parlava ad alta voce, come se il padrone di casa l’avesse invitata a un ricevimento e tardasse a entrare. […] Entrai nella camera dove egli giaceva. Era come abbandonata, c’era quel silenzio sterminato sul lenzuolo che lo copriva delineando quel corpo di “povero cristo” […] E di là, nello studio, quel chiacchiericcio da ricevimento, come aspettando che egli apparisse..

IMG_1542(1).JPGTuttavia, nella Casa Museo Pirandello, la polvere non si accumula, la memoria non si trasforma in compianto. È vero, non possiamo più vedere Luigi lavorare, pieno di dubbi, sul finale dei Giganti della Montagna, ma possiamo immaginarlo: oggi sono le Muse a prendere lì fissa dimora. La biblioteca e gli archivi, infatti, sono liberamente consultabili, anche in forma digitale sul sito web dell’ istituto, grazie all’appassionato lavoro di Dina Saponaro e Lucia Torsello. Oltre a finalità di studio e ricerca la Casa Museo organizza degli appuntamenti culturali, teatrali e musicali volti a diffondere lo sterminato patrimonio culturale lasciatoci dal grande Premio Nobel in tutta la sua verità, profondità e sofferenza.

Ecco alcuni dei prossimi appuntamenti:

  • 12369 LP. Orbite, traiettorie, frequenze dai Taccuini di Luigi Pirandello
    Domenica 21 febbraio – Sabato 27 febbraio, ore 20.00
  • Il Figlio Prigioniero, in occasione del centenario della prima guerra mondiale e degli ottanta anni dalla morte di Pirandello
    Venerdì 19 febbraio  – Sabato 20  febbraio – ore 20.00, Domenica 21 febbraio  – ore 17.30

Per qualsiasi altra informazione riguardo le serate, gli orari di apertura e il materiale digitalizzato: Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo

Elena Li Causi per MIfacciodiCultura

Link diretto: http://www.artspecialday.com/9art/2016/02/15/memorie-tra-stoffa-marina-e-raggi-di-sole-la-casa-museo-di-pirandello-a-roma/

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