Riapre Santa Maria Antiqua, gioiello medievale nel cuore del Palatino

Riapre al pubblico, dopo più di trent’anni, Santa Maria Antiqua, in occasione di una mostra, a cura di Maria Andaloro, Giulia Bordi e Giuseppe Morganti visitabile dal 17 marzo fino al 11 settembre 2016. La chiesa, situata in uno dei punti nevralgici del grandioso Foro classico, è un patrimonio unico di pitture parietali nel mondo cristiano databile dal VI al IX secolo, alla cui riapertura si accompagna la mostra Santa Maria Antiqua. Tra Roma e Bisanzio promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma.

Santa Maria Antiqua fu sepolta da una frana del 847 e i resti, emersi in parte nel 1702, furono scavati solo nel 1900. Essa fu un edificio civile, probabilmente sede della guardia di pretoriani, poi trasformato in chiesa e poi chiusa dagli anni ottanta per un complesso (e lento) intervento architettonico proseguito con il restauro delle pitture.

La chiesa appare dunque come un “vero museo” della pittura romana relativa al periodo periodo in cui l’influsso artistico di Bisanzio su Roma fu più forte, con i suoi quasi 250 metri quadri (su quasi mille originari) di affreschi: scene del Vecchio Testamento (come le storie di Giuseppe) e del Nuovo, clipei con gli Apostoli, storie di Santi e di padri della chiesa e una bellissima Crocifissione sulla parete sovrastante l’altare, in cui la frontalità, la gerarchia delle proporzioni e la simmetria mostrano evidenti influssi palestinesi provenienti dal monastero del Sinai.$R11RIE9

Formidabile esempio di come la chiesa sia il risultato di stratificazioni secolari, tracce materiche di pigmenti, luci e linee che il tempo ha lasciato sui muri a futura memoria, è la cosiddetta “parete palinsesto”. In pochi centimetri quadri di parete, infatti, si sovrappongono, uno sull’altro, strati la cui datazione è compresa tra gli anni della conquista bizantina (540 circa) e il pontificato di Giovanni VII (705-707), papa di “natione Graecus…vir eruditissimus”. Tra il primo strato, che raffigura una Vergine con il Bambino, seduta ieraticamente in trono, ornata come un’ imperatrice bizantina, datato, appunto, 540 e realizzato per consacrare l’edificio pagano al culto cristiano, e il secondo strato, raffigurante un’Annunciazione, passano una trentina d’anni eppure lo stile è profondamente mutato. Rispetto alla Madonna in trono, l’angelo dell’Annunciazione (chiamato, non a caso, “angelo bello”) ha il suo fondamento nel colore intriso di luce, animato da ombre profonde e sfumate: il “perenne ellenismo” tipico dell’arte di Costantinopoli pre-iconoclasta ha qui un suo illustre rappresentante a Roma. Stili molto diversi a confronto anche nei restanti due strati, che ci mostrano, ancora una volta, quanto siano limitanti e a dannose le etichette con cui si stigmatizzano secoli o addirittura, come nel caso del Medioevo (che di secoli ne ha ben dieci), epoche.$R760HTT.jpg

Come la profondità del mare, che resta sempre immobile per quanto agitata ne sia la superficie, la classicità rimane sostrato silenzioso dell’arte medievale, che tuttavia, vive momenti di Rinascite e Rinascenze, recuperi e abbandoni, sporadiche e distratte citazioni o riprese consapevoli di quell’arte i cui vertici si pensava fossero già stati raggiunti, in un’intima e sofferta dialettica tra i modelli della tradizione classica e la ricerca di un nuovo classico specificamente medievale, “un ordine logico capace di spiegare e misurare, non già il passato, ma il vivo presente”. Come ben evidenzia Kitzinger, proprio i Bizantini furono gli eredi, non solo da un punto di vista politico (con lo spostamento della capitale nel 330 d.C da parte di Costantino), ma anche culturale degli antichi e proprio in Santa Maria Antiqua, gioiello nel cuore del Palatino, possiamo riammirare finalmente quegli affreschi, palpitanti testimonianze dello scorrere del tempo e delle vitali contaminazioni stilistiche dell’Altomedioevo.

Elena Li Causi per MIfacciodiCultura

Link diretto: http://www.artspecialday.com/9art/2016/03/06/riapre-santa-maria-antiqua-gioiello-medievale-nel-cuore-del-palatino-2/

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