I “corsi e ricorsi” di William Kentridge lungo il Tevere

Lo scorso 21 aprile la città di Roma ha soffiato ben 2769 candeline e, tra le tante iniziative proposte per il giorno del suo compleanno, una ha incantato più delle altre: si tratta dell’inaugurazione del murale allestito da famoso William Kentridge sui muraglioni del Tevere tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini, tributo dell’artista alla Capitale promosso dall’Associazione Tevereterno e realizzato in 6 mesi grazie all’aiuto di volontari.

Triumphs and Laments rappresenta il progetto più ambizioso realizzato dall’artista fino ad oggi: è costituito da un fregio lungo 500 metri con circa ottanta figure alte fino a dieci metri ottenute attraverso la pulizia della patina biologica dal marmo dei muraglioni e delle quali, fino al 2 ottobre, sarà possibile vedere i disegni preparatori nella mostra allestita al MACRO di via Nizza William Kentridge – Triumphs and Laments: a project for Rome.

Kentridge_tevere_d0.jpgTali figure, come in un corteo disegnato diretto a Piazza Tevere, intrecciano i fili della storia e della mitologia che scorrono proprio come il fiume nella vita di Roma. Vengono infatti mostrati, come fossero delle foto di un album di famiglia impresse nella memoria di tutti, i più grandi trionfi, dalla Lupa di Romolo e Remo, sino al celeberrimo bacio di Marcello Mastroianni con Anita Ekberg, ma anche i lutti e le dolorose sconfitte, come ad esempio il cadavere di Aldo Moro ritrovato nella Renault 4. Personaggi della storia, della politica, del mito, dell’arte che si susseguono uno dietro l’altro senza ordine cronologico, come in uno stream of consciousness, come nella nostra memoria, in cui tutto finisce per coesistere hic et nunc.

Lo stesso artista dichiara:

La mia speranza è che, mentre le persone si troveranno a camminare lungo questi 500 metri, possano riconoscere immagini di una storia sia familiare ma anche reinterpretata. E questo rifletterà la maniera complessa nella quale la città si rappresenta. Cercando il senso della storia a partire dai suoi frammenti, troviamo un trionfo in una sconfitta e una sconfitta in un trionfo.

downloadE così, come l’atto del dipingere comporta un “deturpare” la tela, uno sporcare quel candido biancore, qui Kentridge effettua l’operazione opposta: la tela diventa la città, gli sporchi muraglioni, neri per lo smog e per la presenza dell’acqua, grazie al genio sudafricano ritornano ad essere bianchi.

Kentridge realizza, tuttavia, un monumento all’effimero, infatti le zone bianche sono destinate di nuovo ad annerirsi con il tempo, ma sta proprio nella sua transitorietà l’efficacia dell’opera: queste sagome continueranno ad esistere anche sotto la spessa coltre di sporco, sono stratificazioni della memoria collettiva incancellabili e sta dunque a ciascuno di noi riesumarle, riportarle alla vita, pulirle per bene e staccarle dal grigio e squallido fondale della banalità quotidiana.
Triumphs and Lament, in questo senso, non è solo un’opera d’arte, è un’indicazione di metodo, è un invito al ricordo ma anche una presa di coscienza: i trionfi sono imprescindibili dai lamenti, in un susseguirsi di corsi e ricorsi storici vichiani che vedono una ciclicità tra le età degli dei, degli eroi e degli uomini.

Elena Li Causi per MIfacciodiCultura

Link diretto: http://www.mifacciodicultura.it/2016/05/01/i-corsi-e-ricorsi-di-william-kentridge-lungo-il-tevere/

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...