Tra matite spezzate e zucchero filato: Alessandro Valeri in mostra

Ancora pochissimi giorni per visitare la mostra di Alessandro Valeri dal titolo Lasciami entrare al MACRO di Testaccio, caratteristico quartiere romano, ricco di storia e arte. La mostra, a cura di Micol Veller Fornasa, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stata inaugurata lo scorso 2 giugno e sarà visitabile fino al 24 luglio. Un percorso visivo in cui pittura, fotografia, installazione e suono dialogano tra loro in questa ultima tappa di un viaggio in Galilea iniziato dall’artista nel 2011 quasi per caso. Immediatamente, una volta varcata la soglia, il visitatore avrà la sensazione di aver cambiato città. Non più Roma ma Tzippori, in Galilea, vicino a Nazaret.

Centro dell’interesse dell’artista è un orfanotrofio gestito da suore e operatori ebrei, musulmani e cristiani, che accoglie bambini di qualsiasi etnia e religione e che diventa oggetto di ripetute visite che Alessandro Valeri compie negli anni. Egli documenta con fotografie, registrazioni e riprese video la quotidianità dei settanta bambini ospitati e proprio da questo suo impegno nasce SEPPHORIS (nome greco di  Tzippori) progetto di pace e di speranza, non retorico e lontano da ogni credo religioso o politico per sostenere le attività di un luogo speciale emblema di multiculturalismo e amore.

L’artista, che vive e lavora tra Narni, Roma e Berlino, si serve del suo lavoro e della sua creatività per dare il suo contributo, indipendentemente dal suo credo, e portare avanti la causa di tanti bambini, di cui i settanta orfani sono tra i più fortunati, i cui diritti non vengono garantiti e spesso negati.
Ad esempio il diritto all’istruzione: nella mostra 40.000 matite spezzate segneranno il cammino, che culminerà in un’installazione sospesa, un vecchio banco di scuola posizionato nel vuoto per evocare appunto il diritto all’istruzione, spesso negato. Alle matite spezzate, efficaci metafore delle possibilità negate, si affiancano, però, le aspettative e i candidi sogni infantili mostrati attraverso disegni “fatti con e per i bambini” e un’installazione di una macchina di zucchero filato, simbolo di vita migliore, normale, magari altrove, magari tra qualche anno.

Animano gli spazi de La Pelanda del MACRO oggetti anonimi e casuali che tuttavia raccontano una storia di speranza, come ad esempio i peluche nella camera antigas, immagine che parla da sé e che non richiede alcun commento. La mostra si presenta dunque come un reportage di grande gesto d’amore, testimoniato proprio dal lavoro delle suore e degli operatori e in generale un inno alla vita e alla pacifica convivenza, in una zona, quella della Galilea, da anni ormai al centro di aspri conflitti e rivendicazioni. Lasciami entrare è più che un semplice titolo: è una richiesta di aiuto.

Elena Li Causi per MIfacciodiCultura

Link diretto: http://www.artspecialday.com/9art/2016/07/22/alessandro-valeri-in-mostra/

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