A Mozia cinque milioni di tappi di plastica contro le Garbage Pacht

Cosa hanno in comune un’isola e cinque milioni di tappi di plastica? A Mozia, piccola isola della laguna dello Stagnone di Marsala, grazie all’opera di Maria Cristina Finucci potrete trovare la risposta.

Mozia, famosa per gli inestimabili reperti archeologici (tra tutti il cosiddetto “Giovinetto“) e per i suoi tramonti mozzafiato, dal 25 settembre fino al prossimo gennaio sarà lo scenario suggestivo di un’eloquente installazione promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro e ideata da Maria Cristina Finucci.
Per comprendere l’opera, nell’incapacità di trasformarci in uno dei tanti eleganti aironi che sorvolano la laguna, dovremmo accontentarci delle foto fatte dall’alto – in questo la tecnologia dei droni ci è di aiuto – poiché dal basso l’unica cosa che vedremo sono gabbioni di ferro pieni di infiniti tappi di plastica.
L’aspetto di un’apparente discarica ordinata si risolverà, una volta vista l’opera nel suo insieme, in una disperata richiesta d’aiuto: lettere tridimensionali alte fino a 4 metri ciascuna per una estensione totale di circa 1.500 metri quadrati  formano la parola HELP.

I colori squillanti della plastica e il luccichio del metallo sembrano stonare con quella sinfonia di colori naturali in cui i resti archeologici, ormai da secoli, sono parte integrante del paesaggio. In questo lembo di terra tra cielo e mare, infatti, l’ordine naturale viene volutamente violato per far sì che il messaggio dell’opera risulti, nella sua immediatezza, impellente ovvero sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle Garbage Patch, le enormi isole di rifiuti che galleggiano negli oceani  di tutto il globo e che sono costituite per il 90% di plastica. Spiega il Prof. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo:

Nel progetto dell’architetto Finucci non c’è soltanto denuncia, ma anche la volontà concreta di contribuire ad impedire che il fenomeno del Garbage Patch continui ad implementarsi e a distruggere l’ecosistema su cui la nostra civiltà si fonda. Il grido “HELP” è un grido che la Fondazione Terzo Pilastro non soltanto condivide ma fa proprio da tempo, con la difesa ad oltranza della bellezza, della storia e della cultura del bacino del Mediterraneo in tutte le sue implicazioni.

aee6b7eabcfbb7f95c4f7ee66e00ef27_XL.jpgIl problema delle isole di plastica del Pacifico, così lontano e immenso, per quanto grave, sembra non essere poi così minaccioso agli occhi dell’opinione pubblica, ma proviamo a cambiare punto di vista: e se Mozia stessa, con tutte le sue bellezze naturali e storiche, diventasse una zattera piena di rifiuti? E se i cinque milioni i tappi di plastica cominciassero a quadruplicare? Secondo studi recenti, le Garbage Pacht arrivano ad occupare una superficie totale pari a circa 16 milioni di chilometri quadrati (più degli Stati Uniti!) ed è per questo che l’11 aprile del 2013 a Parigi, nella sede dell’UNESCO, l’artista ha simbolicamente ufficializzato il Garbage Patch State come una vera e propria Nazione, dotata di una bandiera, una costituzione, delle leggi e delle ambasciate. Si legge nella dichiarazione:

Ognuno di noi ha partecipato alla formazione di questa realtà,
fatta di bottiglie usate una sola volta e abbandonate,
accendini gettati per la strada,
ciabatte di gomma dimenticate sulla spiaggia,
bicchieri e piatti di plastica gettati via.

HELP è allora un’opera collettiva a cui ognuno di noi ha contribuito, è l’ennesimo ammasso di plastica da aggiungere ai tanti pneumatici, batterie d’auto e cisterne abbandonati che rovinano il paesaggio. Cambia solo l’intenzionalità. Cambia solo la durata della permanenza.

Elena Li Causi per MIfacciodiCultura

Link diretto: http://www.artspecialday.com/9art/2016/09/19/mozia-contro-le-garbage-pacht/

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