l MAXXI ospita Letizia Battaglia: «la macchina fotografica come secondo cuore»

A metà tra un urlo nero che squarcia il silenzio e il colorato brusio che aleggia in un mercato popolare si collocano le opere della mostra dedicata a Letizia Battaglia, grande fotografa palermitana che per trent’anni ha raccontato la sua terra con coraggio e passione. A cura di Paolo Falcone, Margherita Guccione e Bartolomeo Pietromarchi, Letizia Battaglia. Per pura passione, visitabile fino al prossimo aprile, è una di quelle mostre che irrompono con la violenza di un pugno nello stomaco nella vita di ciascuno attraverso immagini vive che hanno addosso ancora l’odore del sangue, della polvere da sparo, dell’acqua di colonia, della frittura del cibo di strada.

letizia-battaglia-la-bambina-con-il-pallone-palermo-1980Si inizia il percorso della mostra con una grande mappa della città di Palermo con il suo grande porto, l’antico Cassaro e suoi storici quartieri, tra cui l’Albergheria, Castellammare, la Kalsa e si finisce, poi, in un labirinto senza pareti – un ulteriore richiamo al capoluogo siciliano e alle sue piccole viuzze del centro – da percorrere immergendosi tra 120 scatti che disegnano un percorso narrativo polifonico, summa del lavoro di Letizia Battaglia.

Ma non c’è solo Palermo, città con la quale ha sempre avuto un rapporto di amore-odio, così come non c’è solo mafia. Molte delle opere di Letizia Battaglia, è vero, sono state rese celebri dai luttuosi fatti di cronaca, basti pensare all’omicidio di Piersanti Mattarella nel 1980, oppure allo scatto che ritrae Giulio Andreotti insieme al mafioso Nino Salvo che tanto ha fatto discutere, tuttavia ve ne sono tante altre: scabri e intimi ritratti di vita quotidiana nei quartieri popolari della città, memorie di una spensierata aristocrazia gattopardiana, giochi di bambini cresciuti troppo in fretta, momenti di devozione popolare.

Così scrive Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI:

Il suo modo di invocare giustizia, di combattere la mafia, di consolare gli oppressi e gli offesi, di denudare il potere o di donarci la grazia delle bambine, è il frutto di una liberazione di sé come donna, come fotografa, come intellettuale che si è conquistata passo su passo, con il talento e la determinazione, un’inconfondibile dimensione umana per pura passione.

Il primo esordio di Letizia Battaglia nella fotografia di cronaca risale a Milano, tra il 1971 e il 1974, è lì che entra in contatto con il vivace mondo intellettuale della città, incontra Pasolini, Franca Rame e Dario Fo. Tornata in Sicilia dà vita insieme a Franco Zecchin al servizio fotografico de L’Ora, per il quale, continuamente in giro, non perdeva alcuna occasione per fotografare tutto sempre da molto vicino, «a distanza di un cazzotto o di una carezza», e con la consapevolezza che, per cogliere la vita come essa realmente è, non ci sia bisogno di grande tecnica, ma di un grande cuore.  Le più di 200 fotografie in mostra parlano da sé.

Oggi, a 81 anni, ha ancora un sogno che speriamo si avveri al più presto: inaugurare un Centro internazionale di fotografia a Palermo, nei cantieri della Zisa, per accogliere «il meglio del mondo e portare fuori da Palermo il meglio di questa città che ancora soffre di una scorbutica organizzazione e ancora non è tra le città felici, anche se noi ci proviamo».

Tra amarezza e voglia di riscatto, ecco che riecheggiano le parole di Paolo Borsellino che una volta disse:

Palermo non mi piaceva,  per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.

Letizia Battaglia. Per pura passione
A cura di Paolo Falcone, Margherita Guccione e Bartolomeo Pietromarchi
Museo MAXXI – Roma
Dal 24 novembre 2016 al 17 aprile 2017

Elena Li Causi 

Link diretto:http://www.artspecialday.com/9art/2016/12/10/maxxi-letizia-battaglia/

 

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