Dal Getty di Los Angeles al museo di Aidone: il nuovo viaggio di Ade

Nel cuore orientale della Sicilia, ad Aidone, in provincia di Enna, un piccolo tesoro è custodito tra le mura dell’ex convento dei Cappuccini: si tratta di capolavori dell’archeologia, alcuni dei quali  hanno vissuto un destino comune, in quanto trafugati dagli scavi di Morgantina e solo in seguito, dopo un acceso dibattito, restituiti. Tra i reperti del museo figurano i rarissimi acroliti di Demetra e Kore, i raffinati argenti ellenistici di Eupolemo e la celeberrima Venere di Morgantina, imponente scultura di due metri e venti d’altezza, scolpita nel  V secolo probabilmente da un allievo di Fidia operante nella Magna Grecia e da poco restituita dal Getty Museum dopo numerose polemiche.

Simili vicissitudini ha attraversato anche l’altro capolavoro che dal prossimo 21 dicembresarà esposto al Museo archeologico: la testa di Ade, realizzata in terracotta policroma e risalente all’età ellenistica. Trafugata a Morgantina alla fine degli anni Settanta, la testa venne esportata illecitamente e venduta al Getty Museum  di Los Angeles nel 1985 dal collezionista americano Maurice Tempelsman per la cifra di 500 mila dollari e oggi giunta al termine di una complessa operazione, condotta dalla Procura di Enna in collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Si è potuto, inoltre, dimostrare l’appartenenza del reperto agli scavi siciliani grazie alla perfetta corrispondenza tra la chioma della testa e i 4 “riccioli”, recuperati tra il 1978 e il 1988 e caratterizzati da una accesa cromia rosso mattone. Così ha dichiarato l’archeologa Serena Raffiotta, che ha contributo al rientro della testa di Ade nella sua città natale:

Il suo posto è ad Aidone, nel contesto archeologico di appartenenza. La presenza nel museo arricchisce accanto alle Dee di Morgantina la collezione in maniera significativa, contribuendo a raccontare un nuovo aspetto della vita religiosa dell’antica città testimoniando un culto non più tutto al femminile, come dapprima si pensava, ma per la triade divina. 

Foto-Giuseppe-Mineo2.jpgLa testa detta anche Barbablu, per il vivacissimo colore che la caratterizza, è stata oggetto di accese polemiche questa estate, dopo la decisione di esporla per 4 mesi presso il nuovo Museo della fiducia e del dialogo per il Mediterraneo di Lampedusa. Tale scelta è stata criticata dal sindaco di Aidone, Enzo Lacchiana, così come dalla comunità, in quanto una vera occasione mancata per il Museo archeologico e per la città che, in piena stagione turistica, ha perso una possibilità di rilancio a cui è, purtroppo, seguita la chiusura mattutina del sito archeologico di Morgantina per carenza di personale. E se da un lato la presenza di una nuova opera direttamente dall’America potrà essere stimolo per future mostre e punto di attrazione turistica, dall’altro lato c’è chi si mostra scettico. Così scrive Carmelo Caruso su La Repubblica di Palermo:

L’unico modo per valorizzare la testa è non accettarla. L’America ci ripensi e tenga in ostaggio la magnifica testa di Ade che solo il Getty Museum è riuscita a riesumare e che la Regione Sicilia seppellirebbe come ha già fatto con la statua di Venere che ad Aidone nessuno corteggia più. Solo in questa Regione infatti l’arte è stata ridotta ad ammortizzatore sociale, solo qui i custodi sono più numerosi dei visitatori.

Parole dure che però nascondono una verità: la situazione in cui versa il museo di Aidone non è di certo una delle più felici. Dei 22mila ingressi del 2014 i due terzi sono stati gratuiti e nel primo semestre del 2015 solo il 17% dei visitatori ha pagato il biglietto. Un grave problema per il museo, già soffocato dai tagli alla cultura  che ogni anno perde sempre più visitatori.

Elena Li Causi 

Link diretto: http://www.artspecialday.com/9art/2016/12/15/getty-los-angeles-museo-aidone/

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